Il  Bicerin

Nel  dialetto  piemontese  "bicerin"  significa  bicchierino .   

   Nel  1852  il  famoso  romanziere  francese  Alessandro  Dumas  scrisse : "... è  un' eccellente  bevanda , una  miscela  di  caffè , latte  e  cioccolato  servita  abbastanza  a  buon  prezzo  in  quasi  tutti  i  caffè  di  Torino".      
    Il  "Bicerin"  è  anche  il  nome  del  più  famoso  antico  caffè  di  Torino  sorto  nel  1763 . I  pannelli  di  legno , gli  specchi , gli  otto  tavolini  di  marmo  e  l' ampio  bancone  risalgono  ai  primi  del  1800  e  sono  il  tipico  arredamento  di  un  vecchio  Caffè  di ... duecento  anni  fa !!   

    Il  vero  bicerin   è  la  miscela  di  caffè  espresso  e  cioccolato  caldo , una  goccia  di  latte , una  nuvola  di  panna  montata  spruzzata  di  cacao ,  servita  con  biscotti  o  simili  leccornie (non  molto  a  buon  prezzo  ai  giorni  nostri !) .

Gianduja  ...

   Gianduja  è  il  caratteristico  simbolo  del  Carnevale  di  Torino , creato , nel  1798 ,  dal  mastro  burattinaio  Giambattista  Sales . Egli  casualmente  si  imbattè  in  un  personaggio  chiamato "Giöan  d'la  douja" , un  soprannome  che  si  era  guadagnato  chiedendo  un  boccale  di  vino  in  ogni  taverna  dove  fosse  entrato .
   Giöan  d'la  duja  era  un  vagabondo , un  uomo  dal  cuore  aperto , arguto , astuto  e  cordiale  dalla  faccia  schietta  e  aperta  che  indossava  una  giacca  viola  e  dei  pantaloni  di  velluto  a  coste , un  tricorno  con  un  nastro  rosso  sul  piccolo  codino .
   Il  nome  fu  presto  abbreviato  in  Gianduja .
   Così  Gianduja  è  un  gentiluomo  allegro , pieno  di  buon  senso  e  coraggioso , che  ama  il  bere  e  la  buona  tavola . 
   La  sua  compagna  è   Giacometta .

   Il  Lecca-Lecca , l' antenato  delle  caramelle , è   un  tipico  prodotto  di  Torino : ha  una  forma  piatta  e  rotonda , è   impacchettato  con  un  involucro  di  forma  ottagonale , viene  chiamato  caramella  Gianduja  ed  è   venduta  nelle  pasticcerie  per  annunciare  l' arrivo  del  Carnevale .

... e  i   Giandujotti

   
   Quello  che  tutto  il  mondo  chiama  Cioccolato  Gianduja  è   stato  inventato , ancora  una  volta , a  Torino . E'  una  miscela  di  cacao , zucchero  e  nocciole . Il  passaggio  da  questo  cioccolato  al  "giandujotto"  è   stato  veramente  rapido . Nel  1867  Gianduja  presentava  ufficialmente  i  Giandujotti  durante  la  Mostra  del  Vino  di  Torino .
   Con  gli  oltre  400  suoi  laboratori , Torino  è   anche  famosa  per  la  sua  pasticceria  fresca  e  secca .  

  Sarebbe  troppo  lungo  anche  solo  fare  una  breve  lista  delle  specialità  degli  artigiani  pasticceri, un  nome  può  bastare  per  tutti , la "Bignola"  (o  bigné) , involucro  di  pasta  ripieno  di  crema  e  rifinito  con  la  glassa .
   Parlando  di  pasticceria  accanto  allo  Zabaglione  ricordiamo  il  Torrone , il  Galup (tipo  di  panettone  con  noci  e  mandorle ),gli  Amaretti  e  i  maron  glacès .
   Per  terminare , almeno  il  20%  della  pasticceria  industriale  italiana  è  prodotta  in  Piemonte .

Un  Maestro  del  cioccolato

    Vi  abbiamo  già   parlato  del  cioccolato  di  Torino  e  ora  siamo  orgogliosi  di  dirvi  che  il  nonno  materno  di  Claudia , Pietro  Arturo  Streglio , fondò  una  delle  CU. P.Arturo Streglio.jpg (27111 byte)più  prestigiose  industrie  del  cioccolato , molto  famosa   a  Torino  e  nel  resto  d' Italia . Pietro  Arturo  Streglio  nacque  a  Torino  il  22  gennaio  1885  e  cominciò  a  lavorare  molto  giovane . E'  stato  confettiere  presso  i  fratelli  Talmone  e , nel  1924,  fondò  la  sua  fabbrica . Ebbe  subito  un  grande  successo  dovuto  alla  qualità   del  suo  cioccolato . Claudia  è   cresciuta  nel  cioccolato , povera  ragazza ! La  fabbrica  non  appartiene  più alla  nostra   famiglia , ma  non  riusciamo  a  dimenticare  il  buon   profumo  di  cioccolato  della  nostra  giovinezza !
  La  "Streglio"  ha  un  sito ; se  volete  visitarlo  provate  a  cliccare  su  www.streglio.it 

I  Grissini  

    Vittorio  Amedeo  II  Duca  di  Savoia  è  nato  in  Torino  nel  1666  e  fu  incoronato  nel  1713 .

   Quando  era  piccolo , Vittorio  Amedeo  era  fragile  e  malato  cosicchè  sua  madre , la  seconda  Madama  Reale , preoccupata  per  il  suo  stato  di  salute , chiamò  a  corte  un  famoso  medico  di  quei  tempi , Don  Baldo  Pecchio . Immediatamente  il  dottore  ebbe  un  colpo  di  genio  nel  diagnosticare  una  gastro- enterite  causata  dall' ingestione  di  pane  infettato  da  germi  patogeni ! A  quei  tempi  il  pane , la  cosidetta  "grissia" , veniva  prodotto  con  uno  standard  igienico  non  molto  corretto  ed  era  generalmente  poco  cotto . Così   Don   Baldo , ricordandosi  di  certe  piccole  "grissie"  che  sua  madre  gli  cuoceva  quando  era  sofferente  per  forme  intestinali  simili  a  quella  riscontrata  nel  bambino , ordinò  al  mastro  panettiere  di  Corte , Antonio  Brunero , di  preparare  un  pane  molto  sottile  e  molto  ben  cotto (cotto  due  volte) in  modo  da  distruggere  i  microorganismi  presenti  nell' impasto  con  una  perfetta  cottura .

   Il  risultato  finale  è   stato  il  Grissino , igienicamente  perfetto  e  immune  da  qualsiasi  germe . La  storia  narra  che  il  medico  del  Duca  nutrì  e  curò  il  nobile  rampollo  con  questo  pane !
  Il  successo  di  questo  pane (molto  apprezzato  da  Napoleone  che  lo  chiamava  "le  petit  bâton  de  Turin")  crebbe  rapidamente , conquistò  il  mondo  e  divenne  "il  Pane  dei  Re  e  il  Re  del  Pane"!!!

Curiosità